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Solidarietà con Michele Santoro
post pubblicato in diario, il 16 gennaio 2009


Riporto una lettera di solidarieta' che ho scritto a Michele Santoro riguardo agli attcchi subiti in seguito alla puntata di anno zero del 15/1.

Caro Dottor Michele Santoro,
Le scrivo per esprimerle la mia solidarietà riguardo agli attacchi che sta ricevendo in seguito alla puntata di annozero dedicata alla “guerra” o meglio dire al massacro che sta che vede protagonisti l’ esercito israeliano e la popolazione della guerra di Gaza.
Ritengo che, come lei ha affermato, il Presidente della Camera abbia superato il limite della decenza con delle dichiarazioni che ledono palesemente l’articolo 21 della nostra Costituzione che dice, e ritengo che in tempi come questi sia importante ricordarlo, “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” D’ altra parte siamo abituati a vedere che l’ attuale maggioranza tratti la nostra costituzione come carta straccia, e che gli esponenti di tale maggioranza, non siano nuovi ad andare oltre le proprie funzioni istituzionali, come fece il ministro Alfano sostituendosi al tribunale del riesame, che per altro lo ha smentito, nel chiedere al CSM di prendere provvedimenti nei confronti dei magistrati di Salerno riguardo alla perquisizione nei confronti dei magistrati di Catanzaro , una abuso della propria carica che come ha ricordato Travaglio è un sopruso che nemmeno il fascismo osò fare.
Un altro attacco ingiusto e vile che le è stato fatto è quello di aver condotto una trasmissione filo-palestinese cosa che se fosse vera, a mio parere, non sarebbe nemmeno sbagliata poiché corrisponde a prendere la parte di un popolo aggredito da uno degli eserciti più forti del mondo che per combattere il terrorismo fa strage di civili.
Inoltre ogni giorno possiamo vedere che i telegiornali pubblici prendono posizioni filo-israeliane senza che nessuno si indigni. Prendere posizioni filo-israeliane è ancor più grave poiché Israele è uno stato che uccide i civili con un esercito regolare.
A prescindere dalle considerazioni su quale tendenza sia più grave, bisogna dire che la sua trasmissione è stata sostanzialmente imparziale e degna della sua serietà , poiché in definitiva è stata data voce ugualmente a ebrei e musulmani, filo-palestinesi e filo- israeliani.
L’ unica critica che mi permetto di farle è quella di aver dato una visione del problema ristretta, la questione palestinese, forse nell’ intento di fare un analisi imparziale, è risultata solo come lo scontro tra Ebrei e Palestinesi mentre invece per poter comprendere bene la situazione e per avviarsi verso la risoluzione bisogna capire il contesto di politica internazionale nella quale si colloca. Perché la guerra in Palestina drammaticamente e solo un tassello della situazione mediorientale nella quale sono coinvolti tutta una serie di interessi per i quali, e qui le faccio una proposta, sarebbe necessario fare un’ intera puntata poiché non è accettabile che per tali interessi si creino delle situazioni di odio e di rabbia come quelle dei giovani di entrambe le parti che lei ha doverosamente mostrato nonostante le critiche della giornalista Annunziata, tali situazioni purtroppo esistono ed uno scontro tra tali situazioni è non è produttivo ai fini di trovare un compromesso ma è utile da vedere perché ci permette importanti riflessioni.
Infine mi ricollego alla sua invettiva finale dicendo che se la politica italiana ed europea sta a guardare siamo noi a dover fare qualcosa nel nostro piccolo.
Le auguro di poter continuare a fare la sua trasmissione in piena libertà, come in uno stato democratico.

Gabriele Gasseau

non si può morire a scuola!
post pubblicato in diario, il 24 novembre 2008


Sono uno studente delle Superiori, studio a Torino e voglio gridare che non si può morire a scuola! Non si può morire a scuola come al lavoro. "La scuola è aperta a tutti" (art.34) non solo ai coraggiosi. Dobbiamo batterci contro questo modello di sviluppo che investe in ponti sugli stretti, treni ad alta velocità quando non abbiamo la possibilità di studiare serenamente, di dire ai propri genitori ci vediamo a pranzo proprio come quei lavoratori che non sanno se torneranno a casa. Dobbiamo investire nella sicurezza sul lavoro e a scuola, nella sicurezza di un lavoro e di poter studiare. Dobbiamo smettere di costruire macchine sempre più veloci per poi andarci a schiantare contro un muro, potremmo investire quei soldi per fare automobili ecologiche e cercare di salvare il pianeta che anch'esso sta andando contro un muro. Se il mercato non si dirige in questi sensi allora ci deve pensare lo stato, se non lo fa c'é da pensare: "la sovranità appartiene al popolo (art.1)" e il popolo non vuole che accadano più cose simili!


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riflessioni in data 30 ottobre 08
post pubblicato in diario, il 3 novembre 2008


 

Ho 18 anni e frequento l’ ultimo anno del liceo scientifico Majorana.

Negli ultimi 3 giorni ho dormito 6 ore. Ho dormito 6 ore perché ho occupato la mia scuola in questi 3 giorni. Non è una passeggiata. Non sono uno studente che non vuole studiare. Oltre ad occupare la scuola ho frequentato come tutti i miei compagni le lezioni. Ho preso lezioni di scuola guida e ho preparato due interrogazioni, con risultato soddisfacente: 7. Oggi ho partecipato alla più grande mobilitazione per la scuola a cui abbia mai aderito. È stata una giornata molto intensa ancora più di quelle che l’ hanno preceduta.

A Torino, ho esercitato il mio diritto di manifestare il mio dissenso contro la riforma Gelmini che non condivido né per quanto riguarda i contenuti, né per quanto riguarda la forma; è stata infatti approvata con “decreto legge” , cioè con votazione di fiducia al governo da parte del Parlamento, modalità che impedisce il dialogo, il confronto e la ricerca di compromessi tra gli schieramenti; per quanto riguarda i contenuti invece non la condivido perchè è una riforma quantitativa invece che qualitativa, volta cioè a tagliare drasticamente i fondi per la scuola pubblica che è ascensore sociale e pilastro della democrazia, protetta proprio per questo motivo dalla Costituzione italiana.

Mi sono trovato a manifestare pacificamente, in diversi momenti e in diversi luoghi del centro storico, accanto a genitori, allievi e maestre delle elementari, studenti e professori delle superiori, studenti e ricercatori dell’ università e cervelli in fuga.

Abbiamo dato prova che non siamo gente che non vuole studiare, che non siamo gente che vuole fare tafferugli né tra di noi né con la polizia, abbiamo gridato che “siamo studenti non violenti” e che “questa riforma non la vogliamo”.

Siamo anche andati pacificamente ad occupare la stazione di Porta Nuova ma non abbiamo occupato i binari, a parte un piccolo gruppo, per qualche minuto e solo in piccola parte (come ha detto il tg3, io ero dall’ altra parte della stazione) protetti da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa, per evitare scontri con loro.

Ma secondo me avremmo dovuto occuparli, e farlo pacificamente perché il governo teme che noi ci comportiamo pacificamente, vuole dipingerci come violenti, ne da’ la prova l’ intervista rilasciata dal senatore a vita Francesco Cossiga pubblicata in data 23.10.2008 in cui diceva che il governo avrebbe dovuto infiltrare degli agenti tra i manifestanti in modo da creare scontri e devastazioni che avrebbero reso favorevole l’ opinione pubblica alle cariche della polizia. Questa ipotesi è stata confermata dagli scontri di piazza Navona a Roma dove la polizia ha lasciato che fosse posteggiato un furgone pieno di mazze, spranghe, catene e tirapugni che sono state usate da un gruppo di fascisti che si fingono studenti, ma in realtà sono solo dei nemici della repubblica. Dei criminali. Inoltre le forze dell’ ordine sono state a guardare quando i sopra citati fascisti (adulti) pestavano degli studenti veri, in gran parte minorenni nonostante le richieste d’ intervento dei loro professori; infine i genitori dei ragazzi pestati hanno denunciato alle telecamere che gli agenti oltre ad aver loro impedito di avvicinarsi ai figli, hanno poi occultato gli strumenti dei pestaggi stessi.

Consapevoli del tentativo del governo di far credere all’ opinione pubblica che siamo NOI i violenti, avremmo dovuto alzare le mani in alto e prenderci quel che è nostro come fecero Gandhi e M.L. King, tramite la non violenza. Andare a riprenderci il nostro futuro, il futuro dell’ Italia, il diritto di dire che non ci stiamo a segare il tronco dell’Italia quando è pieno di rami secchi o marci da potare. Avremmo dovuto alzare le mani in alto e andare ai binari senza spingere, colpire o spostare i poliziotti ma soltanto andando avanti tutti insieme uniti, pacifici come se la polizia non ci fosse perché la polizia non è del governo, ma è del popolo che la affida nelle mani del governo. Quando però una parte così grande del popolo protesta contro il governo, esso è delegittimato perciò la polizia non deve più rispondere ad esso perché l’articolo 1 della Costituzione Italiana dice che “ l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Riprenderci il nostro futuro è un nostro diritto così come è nostro diritto opporci ai soprusi di un governo autoritario come quello attuale. E quindi quando noi siamo lì uniti, pacifici, disarmati, a volto scoperto, riconoscibili come individui e quindi degni dei diritti costituzionali, in quel momento e in quel modo noi siamo il popolo, il popolo sovrano e in quanto tale la polizia non può fare altro che lasciarci passare: è vero la polizia è fatta di individui che possono anche sbagliare, ma se nelle prime file di fronte alla polizia si portano le telecamere e le macchine fotografiche quelli che aggrediscono i dimostranti pacifici verranno identificati e pagheranno ciò che si meritano; quanto a noi invieremo le foto alla stampa, le metteremo sul web e se questo non bastasse suoneremo ad ogni campanello per far sapere ciò che è successo e ciò che succede: a quel punto il governo sarà costretto come minimo a dimettersi e il Parlamento a ritirare la legge e finalmente si potrà cominciare a discutere seriamente su come fare una riforma della scuola per migliorare davvero scuole superiori e università scegliendo quali sono i rami secchi e quelli marci da potare, su cui fare i tagli.

La possibilità di fare qualcosa di importante c’è, bisogna battere il ferro finché è caldo, bisogna riprenderci ciò che ci spetta, la sovranità popolare sancita dalla Costituzione, bisogna alzare le mani ed essere non violenti, ma non possiamo fare tutto ciò senza prendere coscienza del nostro potenziale perché come scrisse Gorge Orwell “se fossero riusciti a in qualche modo a prendere coscienza della loro forza non avrebbero avuto bisogno di cospirare. Non avrebbero dovuto far altro che alzarsi in piedi e scuotere le spalle, come un cavallo che scuote via da sé le mosche”.


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la riforma gelmini non distruggera l' Italia
post pubblicato in diario, il 22 ottobre 2008


 Io frequento l' ultimo anno del liceo e l' unica cosa che posso dire e che non ci sto.
la mia famiglia non sarebbe la stessa se l' universita fosse costata così tanto;
non voglio che paghino gli studenti, quindi l' Italia del futuro le colpe di coloro che hanno perso i soldi di alitalia e in finanza: non voglio che l' Italia paghi per chi si è intascato i soldi (bisogna introdurre l' etica nella finanza e nell' impresa partendo da qui);
non coglio che il partito al potere rafforzi la propria leadership instupidendoci e controllandoci tramite la televisione privata e pubblica, tramite la scuola, privata e pubblica.
Mi opporro' con tutti i mezzi possibili alla distruzione del mio paese: manifestazioni, azioni di protesta e occupazioni.
loro non molleranno mai, noi nemmeno.

Inizia Annozero
post pubblicato in diario, il 26 settembre 2008


 

“Adesso Annozero può iniziare” così diceva ieri sera Michele Santoro, per fortuna che é ricominciato, aggiungerei io, perché in Italia si sentiva la mancanza di un programma rai di questo calibro.
E’ difficile contraddire Marco Travaglio quando dice che Santoro è il migliore. Quel che colpisce di più nel suo programma e l’ abbondanza di non-politici: giornalisti, scrittori, esperti in materia, persone coinvolte e addirittura i loro familiari. Essi mettono in evidenza l’ ignoranza in materia dei politici di mestiere (lo sventurato questa volta era l’ onorevole Roberto Castelli), un esempio è il calcolo a dir poco “gasparriano” dell’ onorevole in cui venivano confuse le ore lavorative con le ore di volo.
Un’ altra caratteristica che si evince dalla trasmissione di ieri e l’ incapacità di tali personaggi di affrontare un problema serio e grave come quello di Alitalia senza vederlo in un ottica di scontro tra destra e sinistra e quindi senza rinfacciare gli errori dei governi precedenti ma analizzando seriamente il presente e proponendo soluzioni altrettanto serie per il futuro. Giorgio Gaber si chiedeva “che cos’è la destra, cos’è la sinistra”, ieri si é visto palesemente che esse sono, come dice Grillo due gruppi d’ interesse.
L’ unico rimpianto è che questo anno Beatrice Borromeo non faccia più parte del cast del programma, a svolgere un ruolo analogo a quello da lei svolto nella passata stagione vanno due new-entry del programma: Monica Giandotti e la campionessa di scherma Margherita Granbassi; l’ unica preoccupazione é che si voglia cercare di rimpiazzare la qualità con la quantità ma le due, che ieri non hanno sfigurato. avranno tempo per meritarsi la stima che aveva acquisito la Borromeo.
Come al solito molto ben fatti e ricchi di spunti interessanti i servizi e l’ esterna. Ed infine non può mancare una nota di merito per la parte di Travaglio, forse parlata un po’ troppo velocemente ma con i tempi della televisione e la valanga di cose che ha da dire il giornalista torinese penso sia inevitabile. Ah, dimenticavo Vauro, sagace come sempre.

Oscurita' mondiale
post pubblicato in diario, il 17 settembre 2008


 

"Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinchè il nostro pianeta possa 'respirare'.
Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima.
Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira.
Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande."


Io penso che, a prescindere dall' utilita' che cio' possa avere (non mi sono nemmeno preoccupato di andare a verificare chi abbia lanciato tale iniziativa...un produttore di candele?...ahahah), spegnero la luce, il pc, la tv, lo stereo, probabilmente spegnero' anche il cellulare. Allora guardero' il cielo e pensero' a quel che abbiamo fatto al nostro pianeta, a quello che gli stiamo facendo e a quello che possiamo fare e soprattutto a quel che dobbiamo fare. Pensero' anche che nello stesso momento qualcuno stara' facendo lo stesso e poichè l' unione fa la forza saro' pronto ad affrontare ogni sfida pensando "questo è il mio pianeta, non si tocca!".




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Perché in Italia la politica estera non esiste?!?
post pubblicato in diario, il 24 agosto 2008


 

In Italia la politica estera é morta. Forse non é mai nata. Probabilmente era nata ma io non ero ancora nato. Fatto sta che non c'é più. O meglio: c'é ma nessuno se ne accorge, nessuno se ne occupa, abbiamo problemi molto più urgenti. E’ come un' anziana abbandonata in un ospizio. Ogni tanto qualcuno la va a trovare: più che altro per dovere...

Perché?

Perché parole come Eurogollismo o Euroatlanticismo devono sembrarci cosi' lontane? Perché non ci accorgiamo nemmeno che il parlamento approva il trattato di Lisbona? Perché non ci chiediamo cosa dica? Perché non ci interessiamo del surriscaldamento globale?
Leggendo su un giornale che i ghiacciai si scioglieranno entro un determinato anno diciamo: "credevo piu' tardi". Perché?

Perché tutta quest' apatia, questa indifferenza?
Sarei portato a pensare che tutto ciò sia dovuto ad un impegno in politica interna troppo importante che mette in secondo piano politiche estere e ambientali globali... Ma non e cosi.
Cioè, in parte é cosi, ma anche in politica interna non siamo più capaci di indignarci (qua mi sento in dovere di spiegare il perché dell' uso del plurale, infatti come molte persone io riesco ancora ad indignarmi per argomenti che sento vicini. Ma molti altri non ci riescono).
Cosa ha portato a tutto ciò?
Le vicende giudiziarie del premier Silvio Berlusconi che é andato contro alla magistratura, contro alla costituzione e contro al buon senso pur di non finire in carcere hanno distolto l' attenzione degli italiani da tutto il resto.
Ma c'é di più, c'é stato un qualcosa che é strisciato in mezzo a noi, mentre andavamo al lavoro, a scuola, quand’ eravamo in auto o sul bus, si diffondeva tramite la televisione tramite la radio e i giornali, era come un virus: ”l’ esasperazione” che paradossalmente portava ad una malattia: “l’ indifferenza”. E a sua volta si diffondeva, perché è altamente contagioso: bastano due parole sul pullman ed un individuo con un sistema immunitario debole viene contagiato. Il vaccino? Costa troppo. Bisogna aver studiato a lungo, bisogna avere tempo per recuperare le forze pensando e combattendo questo virus. L’ epidemia è stata incalzante, devastante, inarrestabile. Pero’ la parte della popolazione rimasta sana ha creato una cura, e l’ ha diffusa in rete. E’ fatta di informazione imparziale, gestita senza finanziamenti statali o pubblicitari, é fatta di scambi di punti di vista, é fatta di pari opportunità, di diritto di critica e di replica: é la democrazia.

Questi ribelli rivoluzionari cercano di diffondere la cura, di metterla a disposizione di tutti e naturalmente vengono sabotati dal regime, vengono discriminati dal regime, vengono diffamati. In Italia abbiamo l’ internet più lento e caro d’ Europa. “Grillo é populista, fa antipolitica” “Travaglio e un criminale” “Mangano è un eroe” dice il portavoce di “colui-che-non-deve-essere-nominato”(Veltroni docet) dalle frequenze statali che ha occupato abusivamente.


Lo so potrà sembrarvi la trama di un film di fantascienza, forse é cosi ma i protagonisti siamo noi.

Il concetto e semplice: in rete non funziona come in televisione, alla radio o sui giornali.
post pubblicato in diario, il 17 agosto 2008


Sono appena tornato da una lunga vacanza che mia tenuto a lungo lontano dal computer e dalla rete. Adesso che sono tornato ho deciso di scrivere con una certa frequenza sul blog che avevo aperto due mesi fa prima di partire.

Oggi vorrei scrivere riguardo all' informazione e come essa sia cambiata e stia ancora cambiando grazie all' avvento della rete:

Il concetto e semplice:
in rete non funziona come in televisione, alla radio o sui giornali.
 
Innanzi tutto perche la rete tende a 
rendere l' utente meno passivo rispetto alla televisione o alla radio, nei quali l' ascoltatore sta li ad ascoltare quello che gli viene detto, e al massimo puo' compiere delle riflessioni e andarsi a cercare dopo (se si ricorda), delle informazioni su cose che non gli sono chiare, in rete l' utente puo' repentinamente verificare cio' che legge, vede o sente accedendo a siti di istituzioni, enciclopedie, agenzie. Cio' comporta anche che
chi mente viene smascherato.
  Cosi facendo egli riesce ad avere una visione a 360 gradi dell' argomento che gli interessa confrontando vari punti di vista.
  Innoltre in rete
tutti possono fare sentire la propria voce
con dei mezzi relativamente poco costosi, perche basta avere un conputer, una connessione ad internet, e del tempo.

una spiegazione a mio parere molto eloquente di quello che puo' essere il futuro della rete e quella del video a questo link: http://it.youtube.com/watch?v=7SGeC3vemrI



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permalink | inviato da Gabriele Gasseau il 17/8/2008 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le due facce della medaglia
post pubblicato in diario, il 20 giugno 2008


Riporto una riflessione sulle recenti mosse politiche del presidente del consiglio che ho scritto l' altro ieri come commento ad un blog e che ho anche inviato a Beppe che l'ha inclusa ne "La rete del Grillo" di quel giorno, mi rendo conto che sia un po' riciclata ormai ma postarla non mi costa nulla.

 

Egli, grazie alla monopolizzazione dei mezzi d' informazione e allo stordimento che induce nella popolazione italiana tramite le sue televisioni (e anche tramite le nostre), riesce a convincere ampie porzioni dell' elettorato che i provvedimenti presi dal suo governo (da lui) siano utili per la nazione, ma dietro di essi si nasconde una faccia della medaglia sconcertante che può essere scovata tramite una semplice riflessione di un cittadino informato.
Infatti, dietro una legge che dovrebbe servire per combattere l' immigrazione e quindi la criminalità (le due cose sono conseguenti? bah.), che viene accolta con grande favore dal suo elettorato e non solo, si nasconde il desiderio di intasare i tribunali e riempire le carceri legittimando nuovi indulti. Creando l' effetto opposto a quello pubblicizzato agli elettori, una diminuzione di legalità dovuta ad una facile impunita' che per salvare qualcuno(in sostanza 1) pesa sulle spalle della collettività.
A prescindere dal fatto che sia etica o no, costituzionale o no, una legge di questo tipo, l' effetto e' di far credere al popolo di averci guadagnato mentre invece ci ha rimesso.
Un ragionamento simile si può fare sull' abolizione dell' ICI sulla prima casa, o sulla legge contro le intercettazioni (qua mi sembra cosi ovvio…E’ proprio bravo a convincere tutta quella gente che sia per il loro bene...); magari prima o poi la scriverò.

Primo post
post pubblicato in diario, il 20 giugno 2008


 

Ciao, mi chiamo Gabriele e ho appena aperto questo blog. In questo primo post cercherò di spiegare perché ho deciso di aprire questo blog .

Alessandro Manzoni scrisse nella poesia intitolata 5 maggio:

“Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque
di mille voci al sonito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio
e volge all’ urna un cantico
che forse non morrá.”

Io, invece, ritengo che nel mio caso debba far sentire la mia voce, perché le "mille voci al sonito" del giorno d’ oggi (i media) la pensano diversamente da me e trasmettono un idea distorta della realtá poiché sono controllate dai partiti politici, dalle banche e dagli industriali , quindi voglio, nel mio piccolo, dire quello che penso, dare la mia interpretazione delle cose, e magari dire che mezzi di informazione tradizionale non dicono.
Spero di scrivere cose utili e interessanti, quel che é certo é che, a differenza dei mezzi d’ informazione, saró “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”: se parleró bene di qualcosa o di qualcuno non lo faro per nessun interesse personale, e non parleró male di qualcuno senza un valido motivo.

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